Mineo
Il Paese Presepe

A una giornata di cammino da Siracusa tra un gruppo di vulcani estinti, sorge in cima ad eccelso monte la città di Mineo, ristorata da Ducezio re dei siculi, cinque secoli innanzi l’era volgare, quand’ei cominciò sua dura lotta contro le colonie greche

Fede

Le Chiese di Mineo

In passato, Mineo era segnato nel tessuto urbano da oltre 50 edifici tra chiese e conventi. Di queste la maggior parte è scomparsa oppure è stata trasformata in abitazioni. Le tracce della presenza di queste chiese, inoltre, sono riscontrabili nella toponomastica del Paese in quei Vicoli dove nel periodo natalizio trovano riparo le Natività realizzate dai nostri presepisti...

Oggi, le Chiese principali sono tre: Santa Agrippina, Santa Maria Maggiore e San Pietro

Storia

Opere e monumenti

Oltre ad essere il Paese Presepe, Mineo, è anche un paese antichissimo e ricco di storia. Grazie ad alcuni rupestri che si trovano all'interno delle grotte di Caratabia, sappiamo che la storia di Mineo è lunga ed inizia già in epoca preellenistica. Secondo alcuni studiosi infatti la città attuale fu fondata da Ducezio, il Re dei Siculi, nel 459 a.C. Paese di poeti e scrittori come il padre del Verismo, Luigi Capuana e il candidato premio Nobel, Giuseppe Bonaviri.

Arte

Cultura

A Mineo si trova la Casa Museo Luigi Capuana, dimora dove lo scrittore menenino trascorse parte della sua infanzia e della sua vita. Il Museo custodisce cimeli, arredi, regali ricevuti da altri scrittori come Gabriele D'Annunzio, foto di un giovane Luigi Pirandello e altri ricordi, nonché oggetti di uso quotidiano del Capuana e la sua produzione intellettuale. Nella Casa Museo Luigi Capuana, sono conservati oltre 2.300 volumi, dei quali la maggior parte è costituita da materiali ottocenteschi e da un gruppo di libri rari e pregiati. Inoltre, il Museo, è quotidianamente frequentato da ricercatori, studiosi, tesisti e cultori della materia. Anche il Museo Civico Corrado Tamburino Merlini è uno di quei luoghi che offrono una panoramica su una Mineo preistorica, Vetustissima et Iucundissima (trad. "Antichissima e piacevole, gioiosa" come recita il motto latino sullo stemma della città). Il Museo contiene reperti che provengono dagli scavi archeologici più importanti del territorio, dai quali sono rinvenuti oggetti sorprendenti, che si possono ammirare all'interno delle teche: anfore da trasporto, sandali, gioielli, unguentari in vetro e alabastro, lame in selce e ossidiana e una sezione numismatica di quelle che erano le monete di scambio dell'epoca. 

Entrambi i musei sono inclusi nel biglietto del Natale a Mineo.

Tradizione

Folklore

Natale nei Vicoli, A Ninnaredda, I Nudi, l'omaggio del grano a Sant'Agrippina... Sono solo alcune delle tradizioni menenine che raccontano le nostre origini. “L’insieme delle tradizioni popolari di una regione, di un paese, di un gruppo etnico; in tutte le manifestazioni culturali che ne sono espressione; cioè usi, costumi, leggende, credenze e pratiche religiose o magiche, racconti, proverbi e quanto altro è tramandato per tradizione orale”.
È questa la definizione coniata nel 1846 dall’archeologo inglese W. J. Thoms e ripresa in Italia dal siciliano Giuseppe Pitrè, fondatore della Scienza del Folklore e della Storia delle tradizioni popolari